Sono novità che non riguardano solo i 65.400 studenti del nostro ateneo ma l’intero tessuto di quel campus diffuso che è la nostra città e, più in generale, il campus diffuso costituito dal Veneto della conoscenza e dell’innovazione.
La Regione Veneto, nel suo bilancio, ha scelto di incidere nel modo più contenuto possibile sulle voci destinate al diritto allo studio: è uno sforzo, credo, eticamente e politicamente apprezzabile anche se, come leggiamo, lascia insoddisfatti studenti, rettori, responsabili dei dipartimenti. Sono tuttavia persuaso, che là dove finiscono (più che mai in questo frangente non sono Illimitate!) le risorse finanziarie, siano le risorse umane, il capitale costituito dalle competenze, le professionalità, le energie e la capacità di creare reti a fare la differenza. Per questo, aperto a ogni contributo critico e mi auguro costruttivo, vorrei mettere a tema alcuni punti forti del nostro nuovo impegno: la comunicazione (non la mera
informazione) aperta e interattiva tra Esu, Università, studenti; il miglior uso possibile del nostro patrimonio immobiliare, a mio avviso sempre più vocato a “respirare” in sintonia con la città mettendone a rete i molti servizi, il coordinamento per quanto concerne l’orientamento, il dialogo con le aziende e, in generale, la cooperazione col mondo produttivo, la ristorazione di prima qualità che ci ha reso famosi in Europa.
Comunicazione: sapere è potere, essere a conoscenza delle opportunità di residenzialità, sport, formazione, orientamento, scambi internazionali è, per i nostri studenti, fondamentale. Per questo, avvalendoci del social network e di tutte le nuove possibilità del cloud computing, stiamo puntando a essere on-line, in una circolarità di flusso informativo, ventiquattr’ore su ventiquattro. Vedere in tempo reale le osservazioni di chi usa i nostri servizi, poter avere il valore aggiunto dei post e dei filmati dei giovani, fare rete con tutti gli enti confratelli di ECStA, l’European Counciul for student affairs, potere affacciarci virtualmente in ogni momento in un college di Cambridge piuttosto che in una residenza universitaria di Tubinga o Coimbra daranno, a partire dalle prossime settimane, incisività e forza ai nostri valori di riferimento: apertura, vicinanza, rispetto. Arrivando alla residenzi-lità, è iniziata con una sistematica presenza mia e dello staff in tutte le residenze, una ricognizione che porterà a soluzioni innovative, puntando al meglio sia sul piano della qualità dell’abitare che su quello del rapporto studenti-posti letto. Abbiamo un grande patrimonio immobiliare, spesso anche di valore storico e di recente restauro, che non è solo un luogo fisico in cui le studentesse e gli studenti vivono, studiano, fanno sport, mangiano, si incontrano. Le nostre residenze dovranno, sempre più e sempre meglio, in sintonia e in piena collaborazione con l’Università, essere luoghi qualificati e pulsanti della vita giovanile, cantieri di progettazione culturale fraternities in cui crescere insieme per restare, nel tempo, professionisti sempre in contatto e sempre positivamente impegnati. L’impegno per l’orientamento è il nostro punto di riferimento. Oggi non ci si può certo limitare al consueto “cosa farò da grande”. Il Veneto ci interpella e ci incalza ad essere un vivaio, “il” vivaio migliore delle aziende di qualità del Nordest che hanno bisogno di incubatori e start-up ben sostenuti. Il primo modo per innovare non attiene alla tecnologia, ma alle risorse umane e quindi alla formazione e all’orientamento. Lo sanno bene le nostre aziende, soprattutto quelle piccole e medie, destinate a competere nell’agone del mercato con le armi dell’ingegno e con la formidabile arma segreta che si chiama competenza. Per questo, noi mettiamo oggi davanti alla società veneta tutta l’energia, l’entusiasmo, i sogni dei 65.400 ragazze e ragazzi che, ogni giorno, serviamo. Una folla di facce giovani, meravigliosamente diverse una dall’altra, che ci dicono, a parole e a fatti che anche stavolta, magari imboccando strade di innovazione piacevolmente imprevedibili, possiamo farcela. Rocco Bordin (commissario straordinario dell’Esu Padova)