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La Ruffini deve andarsene

Per raggiungere la sfiducia i pidiellini dovranno raccogliere 27 adesioni, alcune delle quali dal centrosinistra, quindi la strada pare piuttosto in salita. «Zanonato in campagna elettorale aveva promesso di liberare la città dalla Ruffini, sarebbe ora che mantenesse la promessa» dice Bordin che è il promotore dell’iniziativa. «Ricordo che a causa della sua imperizia la capogruppo di Rifondazione comunista ha fatto saltare ben due sedute del Consiglio perché non aveva verificato in tempo il numero legale». Dal canto suo Cavatton ha raccolto un vero e proprio dossier sui «pasticci» che si sarebbero determinati a causa della conduzione non adeguata» dei lavori consiliari da parte della Ruffini. La diretta interessata non rimane certo a guardare. «Io con la mia coscienza sono a posto e andrò avanti per la mia strada nella consapevolezza di aver sempre rispettato la legge e onorato il mio ruolo», ribatte l’esponente di Rifondazione che poi rincara la dose: «L’unica volta che ho ritardato la verifica del numero legale è stato per non interrompere una cerimonia. In tutti i casi facciano ciò che vogliono, anche in caso di sfiducia sono convinta che, facendo ricorso, verrei subito reintegrata al mio posto».