Dunque alleanze fuori dagli schemi tradizionali?
«Le alleanze politiche si fanno sui temi e i progetti. Serve buon senso e capacità amministrativa non militanza rigida di destra o di sinistra. Poi è evidente che le sensibilità sociali si attrarranno, sui modi di interpretare la società, sugli ideali, nei valori veri. Ma basta con la cieca militanza politica e le stupidaggini sulla ragione di partito».
Quale è il profilo di un candidato sindaco che potrebbe sostenere?
«Per piacere scegliamoci un leader padovano che la sera non torni a casa nel suo paesello perché la città gli sembra africana. Padova deve essere guidata da chi la ama, la vive, ci lavora e la conosce».
Bitonci è stato vittima di una congiura politica?
«È una scusa ridicola che il “Cittadellese” usa per coprire le sue evidenti mancanza. Parla addirittura di inesistenti incontri tra Tosi e Saia. Bitonci ha fallito esclusivamente per la sua inadeguatezza, arroganza, non conoscenza della città ed incapacità al dialogo».
Dove ha sbagliato in concreto?
«Non c’era una visione della città. Poi i continui tentennamenti sull’ospedale, la rinuncia ai finanziamenti per Sir2 e Sir3, la lentezza sulla riqualificazione di via Anelli e gli errori sulla mobilità urbana, hanno fatto il male della città».
Padova è una città che in questi anni si è progressivamente chiusa?
«Quello che vogliamo è una città che ha una capacità forte di svilupparsi ed innovarsi, che attrae investimenti nel territorio e perciò crea lavoro, che mantiene il suo decoro, che rispetta il dialogo con tutti, è aperta alla cultura e non considera gli avversari politici dei nemici da fare fuori».
Da dove si può partire per innovare la città?
«Dall’università. Per non parlare della necessità di un ospedale moderno e un polo logistico d’avanguardia e una mobilità pubblica europea. Ma quello che si può fare presto è pensare a una Fiera diversa, con il Bo, che punti alla ricerca, all’innovazione e alle start up».
Cosa chiederebbe di inserire in un programma di città innovativa?
«Una mobilità vera ed efficiente. La velocità degli spostamenti nel territorio è fondamentale per attrarre imprese. Bisogna riattivare
i finanziamenti per un collegamento veloce, tram o metropolitana di superficie, tra stazione e zona industriale, cioè tra arrivo in città e luogo di lavoro. Una linea che metta in comunicazione via Venezia, la zona degli istituti universitari, la Stanga, Padova Uno e la Zip». (c.mal.)