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Tre grandi errori di Bitonci

La mia sensazione è che il Sindaco quando pensa a Padova abbia ancora in testa Cittadella. Se si intende ad esempio riportare la città ai massimi livelli del calcio nazionale, dopo la penosa caduta all’attuale livello, come si può pensare di avere uno stadio come quello del Plebiscito con un costo stimato di 3 milioni per 12.000 spettatori (a mio avviso il costo effettivo sarà più che raddoppiato a lavori conclusi) quando esiste lo stadio Euganeo su cui investire e con assai meno problemi di parcheggi e di viabilità? Ve la immaginate la situazione della mobilità durante una partita importante al Plebiscito? Un ingorgo enorme all’ Arcella che bloccherebbe tutto la zona a nord-est della città. Ma perché pensare ad un nuovo stadio quando ne abbiamo già uno che oggi non deve nemmeno sopportare il traffico dell’ospedale che non si farà più lì? È questo il modo che ha il Sindaco di non puntare neppure alla serie B e di declassare il Padova Calcio in una delle serie minori a vita? Che il Sindaco lo dica chiaro invece di prendere in giro i cittadini ed i tifosi! Forse Bitonci si accontenta di avere il Cittadella in serie B? Nelle grandi città europee si pensa alla riqualificazione urbana se ci sono le condizioni urbanistiche!

A proposito di riqualificazioni urbane: che fine ha fatto quella che io suggerii al Sindaco in Via Anelli, quella di un Campus per studenti universitari? Bloccata da due anni dall’incapacità di dialogo con i proprietari! Due anni buttati via per non sapere intessere un dialogo, venendo incontro a chi si è visto evaporare un capitale! Come due anni sono stati buttati via per non sapere intraprendere un progetto che valorizzi l’attuale fiera, che essendo interna alla città potrebbe essere “cassa di risonanza” dell’università ed un nuovo “hub europeo dell’innovazione” e della ricerca! Parliamoci chiaro, non è solo colpa di Bitonci, non voglio fare il qualunquista, ma anche dell’incapacità delle classi dirigenti passate, che non sono mai riuscite a creare una Fiera unica con Venezia, coinvolgendo magari anche Vicenza e Treviso.

Oggi sono pochissime le fiere che hanno un business di rispetto e la vicinanza con Verona certo non ci aiuta, essendo quest’ultima molto più quotata della nostra. Per avere una Fiera che funzioni e produca dobbiamo puntare sulle eccellenze della nostra città, come l’Università, la Ricerca, l’Innovazione, lo Start-up. Dobbiamo ideare un eco-sistema di innovazione che Padova ha come know-how, come propone da tempo Confindustria di Padova: immaginare una struttura verticale e specializzata con centri della salute (ospedale, università, istituto zoo profilattico, Città della Speranza) e realizzarla nell’area in dismissione della Fiera. Una struttura d’ eccellenza verticale di alto livello che proponga la ricerca innovativa, economica ed occupazionale per il territorio! Le istituzioni come il Comune hanno l’obbligo di creare politiche di intervento a sostegno della struttura economica e produttiva, finalizzate all’ accesso al mercato da parte delle imprese e perciò all’incremento della forza lavoro. Il problema del Lavoro è uno dei principali a Padova e questa amministrazione non fa nulla per risolverlo. La situazione della Fiera di Padova oggi appare invece pesantemente compromessa. Oggi Padova deve scegliere velocemente la strada dell’innovazione. Neppure il tanto conclamato problema della sicurezza appare risolto, il Sindaco lancia solo slogan inutili dai giornali e magari contro il prefetto! Bella immagine delle Istituzioni!

Rocco Bordin

Coordinatore” Fare! con Tosi “Padova