La Regione Veneto, nel suo bilancio, ha scelto di incidere nel modo più contenuto possibile sulle voci destinate al diritto allo studio: è uno sforzo, credo, eticamente e politicamente apprezzabile anche se, come leggiamo, lascia insoddisfatti studenti, rettori, responsabili dei dipartimenti. Sono tuttavia persuaso, che là dove finiscono le risorse finanziarie, siano le risorse umane, il capitale costituito dalle competenze, le professionalità, le energie e la capacità di creare reti a fare la differenza. Per questo vorrei mettere a tema alcuni punti forti del nostro nuovo impegno: la comunicazione tra Esu, Università, studenti; il miglior uso possibile del nostro patrimonio immobiliare, il dialogo con le aziende e, in generale, la cooperazione col mondo produttivo, la ristorazione di prima qualità.
Comunicazione: essere a conoscenza delle opportunità di residenzialità, sport, formazione, orientamento, scambi internazionali è, per i nostri studenti, fondamentale. Per questo, avvalendoci del social network e di tutte le nuove possibilità del cloud computing, stiamo puntando a essere on-line ventiquattrore su ventiquattro.
Arrivando alla residenzialità, è iniziata una ricognizione che porterà a soluzioni innovative sia sul piano della qualità dell’abitare che su quello del rapporto studenti-posti letto. Abbiamo un grande patrimonio immobiliare che non è solo un luogo fisico in cui le studentesse e gli studenti vivono. Le nostre residenze dovranno essere luoghi qualificati e pulsanti della vita giovanile, cantieri di progettazione culturale. L’impegno per l’orientamento è il nostro punto di riferimento. Il Veneto ci interpella e ci incalza ad essere “il” vivaio migliore delle aziende di qualità del Nordest che hanno bisogno di incubatoli e start -up ben sostenuti. Il primo modo per innovare non attiene alla tecnologia, ma alle risorse umane e quindi alla formazione e all’orientamento. Lo sanno bene le nostre aziende, destinate a competere nell’agone del mercato con le armi dell’ingegno e con la formidabile “arma segreta” che si chiama competenza. Per questo, noi mettiamo oggi davanti alla società veneta tutta l’energia, l’entusiasmo, i sogni dei 65.400 ragazze e ragazzi che, ogni giorno, serviamo.
* Commissario Straordinario Esu