Una proposta, questa, rilanciata dal sindaco Massimo Bitonci durante l’incontro con i due candidati al rettorato e sulla quale i due sfidanti per la guida del Bo, Rosario Rizzuto e Paolo Tenti, hanno acceso il semaforo verde. «La nostra priorità» prosegue Donati «è quella di finire di pagare l’Imu per un bene a noi indisponibile. La proposta di alloggi per studenti? Trovo singolare distruggere case per studenti per ricostruire case per studenti. Leggo che ora nelle vicinanze potrebbe sorgere il nuovo ospedale e noi, già nel 1999, proponemmo di realizzare negli spazi del complesso Serenissima una residenza per anziani con una parte da dedicare a foresteria per ospitare i non residenti che devono assistere dei malati. Detto questo – ribadisce Donati siamo interessati a soluzioni che non ci penalizzino ulteriormente e che ci consentano di chiudere il più velocemente possibile questa partita». Quanto all’ultimatum lanciato dal sindaco all’inizio di aprile («Abbiamo proposto loro diverse soluzioni, se entro il 30 giugno non arriverà una risposta cambieremo strategia. Sono in contatto con il Bo e l’Ater per pensare ad un campus universitario. In questo modo ci sarebbe la pubblica utilità per consentire gli espropri» aveva detto Bitonci), Donati aggiunge: «In questa lunga storia ci sono stati già 7-8 ipotesi di aggressione della proprietà privata attraverso la pubblica utilità e non hanno sortito alcun effetto. Speriamo che l’attenzione dimostrata fin da subito dalla nuova amministrazione non venga meno ma, ripeto, non è che gli ultimatum ci facciano piacere. Nel 2007, ricordo, avevamo trovato un compratore, la Bimario costruzioni, ma l’amministrazione fece saltare la trattativa». L’Esu, nel frattempo, offre già la sua disponibilità per assumere la gestione. «È una proposta che ho fatto al sindaco Bitonci nei primi giorni dopo il suo insediamento» spiega il presidente dell’azienda regionale per il diritto allo studio universitario, Rocco Bordin. «Gli ho presentato l’interesse della Cassa depositi e prestiti di investire in questo progetto attraverso la realizzazione di una struttura azionaria coinvolgendo Comune, Ater, Regione e privati. Questa società vedrebbe Cassa depositi intervenire con del capitale per la realizzazione del progetto e poi, attraverso la distribuzione degli utili derivanti dalla gestione, si inizierebbe fin da subito a liquidare i proprietari delle loro quote legate al valore degli immobili conferiti alla società. C’era già anche una bozza di piano finanziario che credo il sindaco abbia approfondito viste anche le sue competenze». L’interesse della Cassa depositi e prestiti e della Regione, sottolinea il presidente dell’Esu padovana, è ancora attuale. «Certo i tempi per poi bandire una gara europea per affidare a un’impresa la realizzazione del campus non sono certo brevi» conclude Bordin. «Per questa ragione bisogna accelerare, da parte nostra c’è la massima disponibilità per riuscire a portare a termine un progetto che aggiungerebbe valore alla città e all’Università».