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«Commissioni a orari impossibili, ma l’azione politica non si misura con le presenze in consiglio»

La sinistra prima nega la volontà di questo aumento di gettone. Poi attacca nella stampa con una serie di menzogne. E’ falso il dato di assenza di noi consiglieri di opposizione, io personalmente sono presente al 93% delle sedute del consiglio,il7% a cui manco riguarda i consigli annullati per mancanza del numero legale o i consigli ai quali non ho partecipato per malattia. Come altri miei colleghi di opposizione io propongo delle interrogazioni ed intervengo alacremente nelle delibere che seguono. Per quanto riguarda poi la durata del Consiglio, rivendico il diritto di abbandonare l’aula quando, concluso il lavoro consigliare (cioè dopo le interrogazioni e le delibere della giunta), si presentano all’ordine del giorno delle mozioni strumentali ed irrilevanti per il Comune di Padova! Abbiamo o no il diritto di non partecipare a delle sciocchezze che fanno spendere denaro ai padovani senza influire minimamente nei loro interessi specifici? Arriviamo poi ai dati di presenza alle commissioni consiliari. lo partecipo come tutti i consiglieri a solo due commissioni, alla quinta e all’ottava, ed entrambe si svolgono ad orari proibitivi per chi lavora, cioè alle 16:45 e alle 12. Molte volte abbiamo chiesto al presidente del consiglio di spostare gli orari alle 19 o alle 21 per potere lavorare e compiere assieme il ruolo istituzionale ,ma la risposta è sempre stata «picche». Evidentemente a sinistra ci sono in gran parte dipendenti pubblici che usufruiscono di molti permessi. lo non condivido questo sistema semplicistico e banale di identificare solo nelle presenze l’impegno di un consigliere. Non si misura la valenza di una azione politica dalla quantità, ma dalla qualità del disegno che emerge e dal benessere che porta ai cittadini.

ROCCO BORDIN, consigIiere comunale del Pdl