Programma Amministrativo

Esperienze Politico - Amministrative

Archivio Storico

La polemica sul gettone. Bordin:”Non lo voteremo mai”

«Che l’unica convergenza in consiglio si sia trovata sull’aumento degli emolumenti fa veramente accaponare la pelle. Ai consiglieri che si sono accordati mi permetto di ricordare che la politica prima di tutto è servizio. Se qualcuno ha il problema di far quadrare i conti, probabilmente ha sbagliato a puntare sul suo ruolo di consigliere». E sul gettone a tempo? «Magari ci sono dei nostalgici del lavoro a cottimo, una nostalgia decisamente poco di sinistra. «In tempi di crisi come questi, con un bilancio in cui si chiedono nuovi sacrifici ai padovani, è veramente scandaloso mettersi da parte un «gruzzolo» da 95 mila euro per poi aumentarsi gli emolumenti » dice invece il leghi sta Mario Venuleo. «Quello del gettone è un falso problema – chiosa il consigliere della Lega Luca Littamè – perché il capogruppo del Pd Gianni Berno non spiega che la vera spesa gravosa è quella che l’amministrazione deve sostenere per rifondere le assenze dei consiglieri con lavoro dipendente a cui va pagata la giornata di lavoro se fanno tardi in Consiglio?». Durissimo sul caro gettone è anche il pidiellino Rocco Bordin. «Per me questo inciucio bipartisan non ha alcun significato – attacca il consigliere del Pdl – Per quel che riguarda, non voterò mai un provvedimento che offende i padovani alle prese con la crisi economica e con il rincaro delle tariffe, in primis la Tia». Mentre Carlo Pasqualetto della civica di Marco Marin che si è battuto energicamente contro l’aumento sostiene: «Non la voterò mai in un momento in cui alzano le tasse e i biglietti del bus». Più possibili sta è invece il capogruppo del Popolo della libertà Alberto Salmaso. «Chiaramente a fronte della crisi economica tutti dobbiamo fare un passo indietro – spiega – Detto questo, non trovo sia equo che a Verona un consigliere percepisca 160 euro a seduta, che in Provincia a Padova si arrivi a 95 e che a palazzo Moroni appena 45 euro».