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DEGRADO E SPACCIO

«E’ sempre più difficile sentirsi sicuri, al punto che molto spesso le studentesse, per non essere importunate dai gruppi che stazionano giorno e notte nella zona chiedono di essere accompagnate» hanno evidenziato. Poi c’è il problema dello speaccio (e del consumo) di droga a ridosso delle residenze universitarie. Insomma, un quadro più che preoccupante. I diretti interessanti hanno voluto chiamare in causa l’Esu, anche in attesa di un intervento da parte del Bo. Il commissario straordinario Bordin ha subito dato seguito all’allarme lanciato da chi vive nelle residenze del Portello: «Non possiamo accettare che si rafforzi questa percezione di insicurezza di studentesse e studenti, né rendere pesante per borsisti e ricercatori stranieri ospiti delle foresterie la permanenza a Padova. Mi rendo certamente conto che il problema della criminalità legato a quelle minoranze di clandestini che delinquono è comune alle aree metropolitane e che nessuna persona responsabile può agitare questo argomento in modo propagandistico. Tuttavia, proprio perché è un problema concreto, complesso e comune va affrontato con un approccio condiviso». Di qui la decisione: «Ho scritto una lettera a prefetto, questore e sindaco chiedendo la convocazione del Comitato per la sicurezza». Conclude Bordin: «Studiare a Padova deve continuare ad essere sinonimo di serenità, di una città a misura di ragazze e ragazzi, di un territorio accogliente e sicuro. Credo sia evidente a tutti la rilevanza civile, d’immagine ed economica di un’offerta territoriale seria e rassicurante per studenti, studentesse e per le loro famiglie».