«È molto semplice – dice Claudio Schiesari – ci sono persone che da sei anni non lavorano e sono prive di ammortizzatori sociali. Esiste un progetto Over 30 della Regione. Qui potrebbe coinvolgere l0 disoccupati la cui assunzione sarebbe pagata per il 30 per cento dell’amministrazione per sei mesi. Ne abbiamo parlato anche con l’assessore Verlato». Dunque si trattava solo di dire sì o no. «Al diniego del sindaco motivato dal fatto che a Padova ci sono 9mila disoccupati e non basterebbe qualsiasi bilancio a intervenire allora abbiano detto che però per gli immigrati c’è sempre un occhio di riguardo. E che i profughi, o i presunti tali, bisognerebbe almeno metterli in coda per sei anni anche loro, oppure pensare a tutti quelli che avevano diritto a una casa ma non l’hanno avuta per fare spazio ai fuoriusciti da via Anelli. Insomma il sistema premia l’illecito e non può bastare che si sia intervenuti per una questione di ordine pubblico come ha replicato lui». A quel punto che la discussione si è troncata bruscamente. Ovviamente fioccano le polemiche da parte dell’opposizione. «Il sindaco deve prestare rispetto e ascoltare tutti, questo è il suo compito» annota Rocco Bordin del Pdl. «Anzi sarebbe opportuno che il Comune di Padova predisponesse nei prossimi concorsi pubblici, una quota ad hoc per assumere quei disoccupati che hanno perso, dopo i 40 anni, il loro posto di lavoro. So che ci sono pochi concorsi ma una quota dovrebbe essere dedicata a loro». «Gli hanno portato semplicemente una proposta. Il Comune la valuta e poi decide, non c’è bisogno di fare tante storie – sottolinea la capogruppo della Lega Mariella Mazzetto – Evidentemente quando ha capito che non erano del suo orto, ovvero Razzismo Stop, Associazione Rahma o altro li ha cacciati. Ma i cittadini non debbono essere mandati via. Questo è l’esempio di quanto sia chiuso nelle sue manìe di grandezza e non ascolti i problemi reali». Continua il consigliere Mario Venuleo: «Abbiamo molti dubbi che sia di sinistra ma nessun dubbio che sia un uomo di potere. E poi non è nuovo alla collera, l’abbiamo provata anche noi, così come pure la Cgil. Negli anni ’90 ci fu il segretario della Cgil Trasporti, Cesari che fu buttato fuori con un’intera delegazione durante una vertenza per l’Acap». Conclude Luca Littamè: «Il sindaco quando perde le staffe dimostra la sua vera natura. Per il resto il suo occhio di riguardo per i problemi dei padovani è molto limitato da quello che ha per gli ospiti stranieri. Intanto l’insicurezza reale è a livelli preoccupanti e il vero responsabile è solo lui».