Nessuna modifica per gli utenti in fascia A (che pagano 2,30 euro per un pasto completo) e per quelli in fascia D, che continueranno a mangiare gratis: la «scure» si abbatte sugli utenti delle fasce B (4 euro) e C (5,20), con un aumento compreso fra 30 e 50 centesimi. Gli studenti proponevano di ridurre l’offerta dei pasti senza gravare sulle tasche degli utenti: martedì prossimo ne parleranno con i dirigenti delle mense. Ma intanto la decisione sulle tariffe è stata presa: «Ridurre le pietanze può portare ad un risparmio di 30-40 mila euro, per noi non era sufficiente – spiega Bordin -. Rispetto agli Esu di Verona e Venezia, dove le tariffe aumenteranno dell’8o%, siamo stati clementi. Le fasce più deboli continueranno a mangiare a prezzi irrisori, gli altri dovranno fare un piccolo sacrificio». Davide Quagliotto, rappresentante degli studenti in Cda, è stupito: «Non mi aspettavo questa uscita di Bordin, ci eravamo lasciati con la volontà di ridiscutere i dati la settimana prossima».